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SUMMARY:RAPERONZOLO. Il canto del crescere
DESCRIPTION:con Cristina Liparoto e Sabrina Marforio\nregia Renata Coluccini\nscene Michelangelo Campanale\ndisegno Luci Marco Zennaro\nproduzione Teatro del Buratto \n“Ho attraversato il bosco e … ce l’ho fatta! Anche se mi si sono impigliati i capelli tra i rami\, anche se le ombre mi hanno sfiorato\, il sole mi ha indicato la via\, mi sono venuti gli occhi grandi e ho scoperto la strada giusta! Nel bosco le foglie mi sussurrano ancora la storia … la storia di Ravanellina\, che è arrivata proprio fino a qua\, ma molto tempo fa. C’era una volta una bambina che si chiamava Ravanellina… No… in realtà Ravanellina non c’era ancora… ma c’erano un uomo e una donna che desideravano tanto\, ma proprio tanto\, avere una bambina…” \nCosì inizia la fiaba di Raperonzolo\, o Ravanellina. Quest’uomo e questa donna si accorsero un bel giorno di aspettare una bambina e che sarebbero finalmente diventati genitori! La madre allora\, fu presa da una gran voglia di mangiare dei ravanelli che\, sfortunatamente\, crescevano solo nel giardino della vicina: una strega. Il marito\, volendo accontentare la moglie\, una notte scavalcò le alte mura ed entrò nel giardino della strega. Questa\, però\, lo sorprese e\, in cambio dei ravanelli\, lo costrinse ad accettare un patto: “quando Ravanellina compirà 12 anni\, io verrò a prenderla e da allora diventerà mia figlia”. Il tempo passò e nacque una bella bambina. Che crebbe. Ma non appena Ravanellina ebbe 12 anni\, la strega\, come promesso\, si presentò e la prese con sé\, chiudendola in un’alta torre … La fiaba narrata è quella classica\, di Raperonzolo\, arricchita da suggestioni di racconti più recenti\, come “Coraline e la porta magica”. E’ la fiaba di una bambina che si troverà a vivere in due “famiglie”\, sempre sognando di uscire e attraversare il bosco\, che\, segreto e misterioso\, circonda entrambe le sue case. E’ la storia di un incontro con un principe\, di un amore che la farà sognare e le regalerà coraggio e ali per cominciare a volare. I protagonisti sono madri\, padri\, matrigne e principi\, ma soprattutto\, protagonista è una bambina che vuole affrontare il bosco – fatto di paure\, solitudine\, desideri – per poter infine crescere. L’infanzia è un momento unico e determinante\, un libro prezioso in cui tutte le esperienze lasciano segni indelebili\, scritti\, che daranno vita al romanzo della nostra esistenza. E a questo libro guardiamo sempre\, anche da adulti. La scelta di parlare il linguaggio della fiaba nasce dalla consapevolezza che le favole\, create dalla cultura di ogni popolo\, al di fuori del tempo e dello spazio\, evocano situazioni che consentono al bambino di affrontare e metabolizzare le reali difficoltà della vita. Le fiabe aiutano a tradurre in immagini visive gli stati interiori\, aiutano a trasferire alla realtà significati nascosti. Insomma\, danno forma ed elaborano l’inconscio del mondo. \n  \nLABOLLA BISTROT\nNei giorni di spettacolo\, a partire dalle 19.30\, è aperto LaBolla Bistrot\, per una merenda con gli amici al termine dello spettacolo!\nIl Bistrot è gestito dalla cooperativa sociale Arca di Noè.  
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DESCRIPTION:dal libro di Michela Murgia\ncon Antonella Questa\, Valentina Melis e Teresa Cinque\nregia Marta Dalla Via\nproduzione Ass. Culturale La Q-prod\, Gli Scarti ETS\, Teatro Carcano \nScrive Murgia: “I tentativi di ammutolimento di una donna verificatisi sui media italiani negli ultimi anni sono numerosi … la pratica dello “Stai zitta” non è solo maleducata\, ma soprattutto sessista perché unilaterale… Che cosa c’è dietro questa frase? … Per quale motivo tutti coloro che la ascoltano pensano si tratti di una reazione normale nella dialettica con persone di sesso femminile?” Questa\, Melis\, Cinque e Dalla Via hanno sempre avuto qualche difficoltà a stare zitte e lo dimostrano in questi anni i loro tanti spettacoli\, video e libri\, che affrontano\, con ironia e intelligenza\, tematiche sociali e anche femministe. Inevitabile quindi si incontrassero un giorno per dare vita a uno spettacolo comico e dissacrante su quanto la discriminazione di genere passi spesso proprio dal linguaggio. Le “frasi che non vogliamo più sentirci dire!” contenute nel libro\, offrono così l’occasione di raccontare la società contemporanea attraverso una carrellata di personaggi e di situazioni surreali. Dal mansplaining all’uso indiscriminato del nome proprio per le donne\, passando per la celebrazione della figura “mamma e moglie di”\, Questa\, Melis e Cinque\, guidate dalla sapiente regia di Dalla Via\, sapranno coinvolgervi nella lotta contro gli stereotipi di genere\, annullando già di fatto\, con questo spettacolo\, quello secondo cui “le donne sono le peggiori nemiche delle donne”! \n  \nCredits foto: Antonio Ficai @2023 Fondazione Armunia \n  \nSOTTOCOPERTA\nUno spazio dedicato ai più piccoli nelle notti de LaBolla\, mentre i più grandi si godono lo spettacolo.\nIl servizio è attivo dalle 20.45 fino a fine spettacolo\, per bambini dai 4 ai 13 anni. Costo 5 euro a bambino.\nA cura di Stripes cooperativa sociale onlus. Prenotazioni al numero: 340.7331603 – labolla.piudiunlab@gmail.com \nLABOLLA BISTROT\nNei giorni di spettacolo\, a partire dalle 19.30\, è aperto LaBolla Bistrot! Per un aperitivo\, una cena o un dolce in attesa che si alzi il sipario.\nIl Bistrot è gestito dalla cooperativa sociale Arca di Noè. 
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